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«PMA per tutte»: mancano 5mila firme per la proposta su donne single e coppie di donne

Primo piano di due mani che si stringono

Mancano poche migliaia di firme perché il Parlamento torni a occuparsi dell'accesso alla procreazione medicalmente assistita (PMA). Il 21 ottobre 2026 l'Associazione Luca Coscioni ha avviato la mobilitazione nazionale della campagna «PMA per tutte», che resterà nelle piazze fino al 31 ottobre.

Cosa chiede la proposta

Si tratta di una proposta di legge di iniziativa popolare, sostenuta da oltre 50 associazioni, che vuole modificare l'articolo 5 della legge 40 del 2004 per estendere la PMA alle donne single e alle coppie di donne. Per depositarla alla Camera servono 50mila firme: secondo i promotori ne mancano solo 5mila. A fine settembre, come riportato dall'ANSA, la raccolta aveva superato quota 40mila. Si può firmare online con SPID o CIE oppure ai banchetti organizzati sul territorio.

Cosa prevede oggi la legge

L'articolo 5 della legge 40 consente l'accesso alle tecniche di PMA alle «coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi». Restano quindi escluse le donne sole e le coppie formate da due donne, che spesso si rivolgono a centri all'estero. Proprio a fine settembre la campagna ha diffuso un video con le testimonianze di 14 donne che hanno affrontato questo percorso fuori dall'Italia.

Il ruolo della Corte costituzionale

Con la sentenza n. 69 del 2025, depositata il 22 maggio 2025, la Corte costituzionale ha respinto le questioni sollevate sull'esclusione della donna single. I giudici hanno ritenuto che l'attuale limite non sia manifestamente irragionevole o sproporzionato, ma hanno anche chiarito che la Costituzione non impedisce al legislatore di estendere l'accesso ad altri modelli familiari. La scelta, in altre parole, spetta al Parlamento: ed è proprio lì che la proposta di iniziativa popolare punta ad arrivare.

Il tema tocca da vicino il modo in cui oggi nascono le famiglie, in un Paese in cui le nascite continuano a diminuire e il desiderio di un figlio si scontra con percorsi sempre più complessi.

Fonti Associazione Luca Coscioni, Corte costituzionale, ANSA

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