Matrimonio

Matrimonio civile: come funziona, requisiti, testimoni e cerimonia

Il matrimonio civile è il matrimonio celebrato davanti all'ufficiale dello stato civile, senza rito religioso, e produce fin da subito tutti gli effetti…

Bouquet da sposa di fiori bianchi e verdi per un matrimonio civile
Indice
  1. I requisiti per sposarsi in comune
  2. Il primo passo: le pubblicazioni
  3. Chi celebra il matrimonio civile
  4. Dove ci si può sposare
  5. I testimoni
  6. Come si svolge la cerimonia
  7. La scelta del regime patrimoniale
  8. Se uno degli sposi è straniero
  9. Domande frequenti

Il matrimonio civile è il matrimonio celebrato davanti all'ufficiale dello stato civile, senza rito religioso, e produce fin da subito tutti gli effetti previsti dalla legge italiana. Può essere una cerimonia raccolta, con pochi intimi in una sala del municipio, oppure una festa più grande in una delle sedi che il comune ha destinato alle celebrazioni. In ogni caso le regole di fondo sono le stesse e sono scritte nel Codice civile: vediamo i requisiti, le pubblicazioni, chi celebra, dove ci si può sposare, il ruolo dei testimoni, gli articoli letti durante la cerimonia, la scelta del regime patrimoniale e cosa cambia se uno degli sposi è straniero.

I requisiti per sposarsi in comune

Per contrarre matrimonio occorre essere maggiorenni. L'articolo 84 del Codice civile prevede una sola eccezione: il tribunale, su istanza dell'interessato, può ammettere al matrimonio chi ha compiuto sedici anni, per gravi motivi e dopo aver accertato la sua maturità psico-fisica.

Oltre all'età, non devono esistere impedimenti previsti dalla legge, come un precedente matrimonio ancora valido o determinati rapporti di parentela. È proprio per far emergere eventuali impedimenti che esistono le pubblicazioni.

Il primo passo: le pubblicazioni

Prima della cerimonia gli sposi chiedono le pubblicazioni all'ufficiale dello stato civile del comune di residenza di uno dei due. L'atto resta affisso all'albo del comune per almeno otto giorni; il matrimonio può essere celebrato dal quarto giorno successivo alla fine della pubblicazione ed entro i successivi centottanta giorni, come prevede l'articolo 99 del Codice civile. Trascorso quel periodo senza nozze, le pubblicazioni vanno rifatte.

Alcuni comuni, per il matrimonio civile, chiedono già al momento della richiesta anche la copia dei documenti d'identità dei due testimoni: conviene quindi arrivare con le idee abbastanza chiare.

Chi celebra il matrimonio civile

Il matrimonio civile è celebrato dall'ufficiale dello stato civile, cioè il sindaco o chi ne ha ricevuto la delega. I regolamenti comunali precisano chi può essere delegato: per esempio il regolamento del Comune di Bibbiena per la celebrazione dei matrimoni civili prevede che le funzioni possano essere delegate a dipendenti comunali e, con delega specifica del sindaco, a consiglieri, assessori o cittadini italiani che hanno i requisiti per essere eletti consigliere comunale.

Ecco perché a volte capita che a celebrare il matrimonio sia un amico della coppia: è possibile solo se il comune lo prevede e se il sindaco firma la delega. Le regole e i tempi per chiederla cambiano da comune a comune.

Dove ci si può sposare

L'articolo 106 del Codice civile stabilisce che il matrimonio deve essere celebrato pubblicamente nella casa comunale, davanti all'ufficiale dello stato civile a cui è stata chiesta la pubblicazione, come riporta anche la scheda del Ministero della Giustizia sul matrimonio. Ci sono però alcune possibilità in più:

  • In un altro comune: se c'è necessità o convenienza, l'ufficiale dello stato civile del comune di residenza chiede per iscritto all'ufficiale del luogo scelto di celebrare il matrimonio (art. 109 c.c.).
  • In altre sale o sedi individuate dal comune: alcuni comuni, con i propri regolamenti, hanno destinato alla celebrazione anche altre strutture pubbliche e, in certi casi, strutture private di cui il comune ha la disponibilità.
  • Fuori dalla casa comunale per impedimento: se uno degli sposi non può recarsi in comune per infermità o altro impedimento giustificato, l'ufficiale va da lui con un segretario e celebra il matrimonio alla presenza di quattro testimoni (art. 110 c.c.).

I testimoni

Secondo l'articolo 107 del Codice civile, il matrimonio si celebra alla presenza di due testimoni, anche se parenti, come ricorda ad esempio la scheda sul matrimonio civile del Comune di Bellinzago Novarese. Possono quindi essere fratelli, sorelle, genitori o amici. Ai testimoni il comune chiede un documento d'identità, secondo le indicazioni del singolo ufficio.

Il Codice civile ne richiede quattro nel caso particolare della celebrazione fuori dalla casa comunale per impedimento di uno degli sposi.

Come si svolge la cerimonia

La cerimonia civile è breve e segue una sequenza precisa, sempre stabilita dall'articolo 107:

  1. l'ufficiale dello stato civile legge agli sposi gli articoli 143, 144 e 147 del Codice civile;
  2. riceve da ciascuno dei due, personalmente e uno dopo l'altro, la dichiarazione che vogliono prendersi rispettivamente in marito e in moglie;
  3. dichiara che sono uniti in matrimonio;
  4. redige subito dopo l'atto di matrimonio.

Attorno a questo nucleo obbligatorio c'è spazio per la personalizzazione: musica, letture, uno scambio di promesse scritte dagli sposi o lo scambio delle fedi, nei limiti di quanto il comune consente.

Cosa dicono gli articoli letti

ArticoloTitoloIn sintesi
Art. 143 c.c.Diritti e doveri reciproci dei coniugiCon il matrimonio i coniugi acquistano gli stessi diritti e assumono gli stessi doveri: fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione nell'interesse della famiglia e coabitazione; entrambi contribuiscono ai bisogni della famiglia in base alle proprie sostanze e capacità.
Art. 144 c.c.Indirizzo della vita familiare e residenza della famigliaI coniugi concordano insieme l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia; ciascuno può attuare l'indirizzo concordato.
Art. 147 c.c.Doveri verso i figliIl matrimonio impone a entrambi i coniugi l'obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli.

La scelta del regime patrimoniale

Se gli sposi non scelgono diversamente, il regime patrimoniale della famiglia è la comunione dei beni (art. 159 c.c.). Chi preferisce la separazione dei beni può dichiararlo direttamente nell'atto di celebrazione del matrimonio, come consente l'articolo 162 del Codice civile, senza bisogno di andare dal notaio. La scelta va fatta da entrambi gli sposi.

Se invece si decide di cambiare regime dopo le nozze, serve una convenzione matrimoniale stipulata per atto pubblico davanti al notaio, che va poi annotata a margine dell'atto di matrimonio per essere opponibile ai terzi.

Se uno degli sposi è straniero

Lo straniero che vuole sposarsi in Italia deve presentare all'ufficiale dello stato civile una dichiarazione dell'autorità competente del proprio Paese da cui risulti che, secondo le leggi a cui è sottoposto, nulla osta al matrimonio (art. 116 c.c.). È il cosiddetto nulla osta, che di solito si chiede all'ambasciata o al consolato in Italia. I cittadini dei Paesi che aderiscono alla Convenzione di Monaco del 1980 possono invece presentare il certificato di capacità matrimoniale.

Lo straniero resta comunque soggetto ad alcune regole italiane sugli impedimenti, come il divieto di sposarsi se già vincolato da un matrimonio. Se uno degli sposi o dei testimoni non conosce la lingua italiana, alla cerimonia deve essere presente un interprete: alcuni regolamenti comunali chiedono che si presenti qualche giorno prima per accettare l'incarico e prestare giuramento.

Domande frequenti

Il matrimonio civile ha lo stesso valore di quello religioso concordatario?

Sul piano civile sì: anche il matrimonio religioso trascritto produce effetti civili. La differenza è che il matrimonio civile si celebra solo davanti all'ufficiale dello stato civile, senza alcun rito religioso.

Quanto costa sposarsi in comune?

Non esiste una cifra unica: le pubblicazioni richiedono di solito l'imposta di bollo, mentre le tariffe della cerimonia sono stabilite da ciascun comune e cambiano in base a sala, giorno, orario e residenza degli sposi. Il riferimento sicuro è la pagina del vostro comune.

Un amico può celebrare il nostro matrimonio civile?

Sì, se il comune lo prevede e se l'amico ha i requisiti per essere eletto consigliere comunale: in quel caso il sindaco gli conferisce una delega specifica per quella cerimonia.

I testimoni possono essere parenti?

Sì, l'articolo 107 del Codice civile dice espressamente che i due testimoni possono essere anche parenti degli sposi.

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