Matrimonio

Promessa di matrimonio: cosa dice la legge e cosa succede se finisce

La promessa di matrimonio è il momento in cui due persone si dicono, in un modo o nell'altro, che vogliono sposarsi. Per la coppia è soprattutto un gesto…

Anello di fidanzamento con diamante in un astuccio nero
Indice
  1. Cosa dice la legge: la promessa non obbliga a sposarsi
  2. La restituzione dei doni (art. 80 c.c.)
  3. Il risarcimento delle spese: la promessa solenne (art. 81 c.c.)
  4. Promessa semplice e promessa solenne a confronto
  5. Che cos'è il «giusto motivo»
  6. Il fidanzamento: una tradizione che parla d'amore
  7. Domande frequenti

La promessa di matrimonio è il momento in cui due persone si dicono, in un modo o nell'altro, che vogliono sposarsi. Per la coppia è soprattutto un gesto d'amore, ma il Codice civile se ne occupa in tre articoli brevi e precisi, dal 79 all'81. Cosa succede se il fidanzamento finisce? Bisogna restituire l'anello? Si possono chiedere indietro le spese già fatte per le nozze? In questa guida vediamo il significato giuridico della promessa, la differenza tra promessa semplice e promessa solenne, i termini da rispettare e, per chiudere con un po' di dolcezza, il senso della tradizione del fidanzamento.

Cosa dice la legge: la promessa non obbliga a sposarsi

Il punto di partenza è l'articolo 79 del Codice civile: la promessa di matrimonio non obbliga a contrarlo, né a eseguire ciò che si fosse convenuto per il caso di non adempimento. Anche il vocabolario Treccani la definisce un impegno che non obbliga a contrarre matrimonio.

Significa due cose molto concrete. La prima: nessuno può essere costretto a sposarsi solo perché lo aveva promesso. La seconda: eventuali penali concordate tra i fidanzati per il caso di rottura (per esempio «se mi lasci mi paghi una certa somma») non sono dovute.

La legge, però, non ignora del tutto il fidanzamento. Prevede due conseguenze patrimoniali quando le nozze non si celebrano: la restituzione dei doni e, solo in certi casi, il rimborso delle spese.

La restituzione dei doni (art. 80 c.c.)

Secondo l'articolo 80 del Codice civile, chi ha promesso il matrimonio può chiedere la restituzione dei doni fatti a causa della promessa, se il matrimonio non è stato contratto.

La parola chiave è «a causa della promessa». Si tratta dei regali legati al progetto di sposarsi, come tipicamente l'anello di fidanzamento. Se non è chiaro se un regalo sia stato fatto proprio a causa della promessa, la valutazione dipende dal caso concreto ed è bene sentire un avvocato.

La norma non distingue in base a chi abbia deciso di interrompere il fidanzamento, ma fissa un termine preciso: la domanda non si può più proporre dopo un anno dal giorno in cui è stato rifiutato il matrimonio o dal giorno della morte di uno dei promittenti.

Il risarcimento delle spese: la promessa solenne (art. 81 c.c.)

L'articolo 81 del Codice civile riguarda un tipo particolare di promessa, che i giuristi chiamano promessa «solenne». Perché ci sia, la promessa deve essere:

  • fatta reciprocamente dai due fidanzati;
  • fatta per atto pubblico o scrittura privata, oppure risultare dalla richiesta delle pubblicazioni di matrimonio;
  • fatta da una persona maggiorenne o da un minore ammesso a sposarsi secondo l'articolo 84.

Quando ricorrono queste condizioni, chi rifiuta di sposarsi senza giusto motivo deve risarcire all'altro il danno causato dalle spese fatte e dalle obbligazioni contratte a causa della promessa: pensiamo all'acconto per il ricevimento, al vestito, alle bomboniere già ordinate. Il risarcimento ha però un limite: vale solo nella misura in cui spese e obbligazioni corrispondono alla condizione delle parti, cioè non erano sproporzionate rispetto alle loro possibilità.

Lo stesso obbligo vale per chi, con la propria colpa, ha dato all'altro un giusto motivo per rifiutare il matrimonio. E anche qui c'è il termine di un anno: la domanda non è proponibile dopo un anno dal giorno del rifiuto di celebrare il matrimonio.

Promessa semplice e promessa solenne a confronto

AspettoPromessa semplicePromessa solenne
FormaLibera, anche solo a paroleReciproca, per atto pubblico o scrittura privata, oppure risultante dalla richiesta delle pubblicazioni
Obbligo di sposarsiNo (art. 79)No (art. 79)
Restituzione dei doniSì, se il matrimonio non è contratto (art. 80)Sì, se il matrimonio non è contratto (art. 80)
Risarcimento di spese e obbligazioniNon previsto dall'art. 81Sì, se il rifiuto avviene senza giusto motivo, nei limiti della condizione delle parti (art. 81)
Termine per agireDoni: un anno dal rifiuto o dalla morte di uno dei promittentiDoni: come a sinistra; spese: un anno dal rifiuto di celebrare il matrimonio

Che cos'è il «giusto motivo»

Il Codice civile non elenca i giusti motivi: li valuta il giudice, caso per caso. In generale si tratta di fatti seri che rendono comprensibile la decisione di non sposarsi. Proprio perché manca un elenco, è difficile dare risposte valide per tutti: se la questione diventa conflittuale, il parere di un professionista è indispensabile.

Va ricordato anche che l'articolo 81 parla di spese e obbligazioni: non riguarda il dolore della separazione in sé. Il risarcimento previsto dalla norma riguarda soltanto le spese fatte e le obbligazioni contratte.

Il fidanzamento: una tradizione che parla d'amore

Al di là delle norme, il fidanzamento resta prima di tutto una scelta del cuore. Il vocabolario Treccani definisce il fidanzamento come l'atto, o la cerimonia, del fidanzarsi e anche, specialmente in passato, lo stato che segue alla reciproca promessa di matrimonio fino alle nozze.

Oggi ogni coppia vive questo momento a modo suo. C'è chi sceglie una proposta a sorpresa, chi ne parla con calma davanti a un caffè, chi organizza una cena con le famiglie per dare la notizia. L'anello resta il simbolo più conosciuto, ma non è un obbligo: quello che conta davvero è il desiderio condiviso di costruire qualcosa insieme.

Il periodo del fidanzamento è anche il tempo giusto per parlarsi con sincerità: di dove vivere, di figli, di lavoro, di soldi, di come affrontare le difficoltà. Sono conversazioni meno romantiche di una proposta al tramonto, ma sono quelle che preparano davvero al matrimonio.

Domande frequenti

La promessa di matrimonio obbliga a sposarsi?

No, non obbliga a sposarsi e non rende dovute le eventuali penali concordate (art. 79 c.c.). Produce solo gli effetti previsti dagli articoli 80 e 81: restituzione dei doni e, per la promessa solenne, rimborso delle spese.

Se il fidanzamento finisce, devo restituire l'anello?

Chi l'ha regalato può chiederne la restituzione se il matrimonio non è stato contratto, perché si tratta di un dono fatto a causa della promessa. La domanda va proposta entro un anno dal rifiuto di sposarsi o dalla morte di uno dei promittenti.

Le pubblicazioni di matrimonio contano come promessa solenne?

Sì: l'articolo 81 considera solenne anche la promessa che risulta dalla richiesta delle pubblicazioni, purché sia reciproca e fatta da persone maggiorenni o da minori ammessi al matrimonio.

Entro quanto tempo si può chiedere il rimborso delle spese?

Entro un anno dal giorno in cui è stato rifiutato il matrimonio. Dopo quel termine la domanda non è più proponibile.

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